LA CHIESA

      


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LITURGIA

> 28 Gennaio 2005 <

Mercoledì 26 Gennaio 2005

Giovedì 27 Gennaio 2005

Venerdì 28 Gennaio 2005

Sabato 29 Gennaio 2005

Domenica 30 Gennaio 2005

Lunedì 31 Gennaio 2005

Martedì 1 Febbraio 2005

Mercoledì 2 Febbraio 2005

Giovedì 3 Febbraio 2005

Venerdì 4 Febbraio 2005


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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:




  Venerdì della III settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
DO035 ;
Il Signore oggi ci dà una lezione di fede e di umiltà, facendoci vedere che la crescita spirituale non dipende da noi, ma dalla parola di Dio che è stata seminata in noi e che può salvare la nostra vita, come dice san Giacomo. Noi siamo preoccupati del nostro progresso e sovente lo siamo in modo troppo naturale, come se tutto dipendesse da noi, dalla nostra buona volontà, dai nostri sforzi, e ci sbagliamo. Facciamo come un agricoltore che volesse far crescere le piante che ha seminato tirandole verso l'alto: non è un buon sistema!
Il Signore ci insegna invece il fiducioso abbandono a Dio. Noi dobbiamo accogliere il seme, come fa la terra, accogliere cioè la parola di Dio. Poi la parola cresce e neppure noi sappiamo come. Quando il seme è gettato subito la terra lo copre, tanto che non lo si distingue più, ma contiene una potenza vitale straordinaria e bisogna lasciarlo tranquillo. Esso cresce spontaneamente, dice il Signore, e chi lo ha seminato può dormire o vegliare: la crescita non dipende da lui, che può soltanto aspettare con fiducia di vedere "prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga".
Anche san Paolo lo dirà: "Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che fa crescere".
San Francesco di Sales era molto severo verso quello che chiamava l'"empressement" la fretta febbrile di vedere i risultati in ogni campo in cui fatichiamo, e anche nella vita spirituale. Egli lavorava molto ma insegnava che bisogna fare tutto pacatamente: agire pacatamente, pregare pacatamente, perfino soffrire pacatamente, lottare pacatamente. Se ci appoggiamo sul Signore, constatiamo che davvero egli fa crescere tutto, talvolta più lentamente di quanto noi vorremmo, ma altre volte in modo più bello e anche più rapido di quel che ci aspettavamo. Non siamo noi che abbiamo il metro per misurare la crescita, neppure la nostra. Noi dobbiamo avere fede, fiducia e anche pazienza: il resto, la potenza di far crescere, è di Dio.



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Antifona d'ingresso
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore da tutta la terra;
splendore e maestà dinanzi a lui,
potenza e bellezza nel suo santuario. (Sal 96,1.6)



Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
guida i nostri atti secondo la tua volontà,
perché nel nome del tuo diletto Figlio
portiamo frutti generosi di opere buone.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...



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Prima lettura

Eb 10,32-39
Avete dovuto sopportare una lotta grande. Non abbandonate dunque la vostra franchezza.

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, richiamate alla memoria quei primi giorni: dopo aver ricevuto la luce di Cristo, avete dovuto sopportare una lotta grande e penosa, ora esposti pubblicamente a insulti e persecuzioni, ora facendovi solidali con coloro che venivano trattati in questo modo. Infatti avete preso parte alle sofferenze dei carcerati e avete accettato con gioia di essere derubati delle vostre sostanze, sapendo di possedere beni migliori e duraturi.
Non abbandonate dunque la vostra franchezza, alla quale è riservata una grande ricompensa. Avete solo bisogno di perseveranza, perché, fatta la volontà di Dio, otteniate ciò che vi è stato promesso.
Ancora un poco, infatti, un poco appena,
e colui che deve venire, verrà e non tarderà.
Il mio giusto per fede vivrà;
ma se cede, non porrò in lui il mio amore.
Noi però non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini di fede per la salvezza della nostra anima.

Parola di Dio







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Salmo responsoriale

Sal 36

La salvezza dei giusti viene dal Signore.

Confida nel Signore e fa' il bene:
abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
Cerca la gioia nel Signore:
esaudirà i desideri del tuo cuore.

Affida al Signore la tua via,
confida in lui ed egli agirà:
farà brillare come luce la tua giustizia,
il tuo diritto come il mezzogiorno.

Il Signore rende sicuri i passi dell'uomo
e si compiace della sua via.
Se egli cade, non rimane a terra,
perché il Signore sostiene la sua mano.

La salvezza dei giusti viene dal Signore:
nel tempo dell'angoscia è loro fortezza.
Il Signore li aiuta e li libera,
li libera dai malvagi e li salva,
perché in lui si sono rifugiati.


















Canto al Vangelo (Mt 11,25)
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Alleluia.

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Vangelo

Mc 4,26-34
L'uomo getta il seme e dorme; il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell'orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli, Dio è fedele al suo progetto di salvezza di cui noi siamo insieme beneficiari e responsabili. Riconoscenti per tale privilegio, chiediamogli la forza che viene dall'alto, dicendo:
Aiutaci, o Signore.

Perché la Chiesa sia una realtà sempre più viva e operante in mezzo agli uomini. Preghiamo:
Perché, rivestendoci quotidianamente di pazienza e fiducia, sappiamo diffondere nel cuore del prossimo speranza e pace. Preghiamo:
Perché, pur lodando Dio dei beni materiali e morali ricevuti, ci disponiamo alla rinuncia che purifica il cuore. Preghiamo:
Perché sappiamo cogliere i segni di speranza presenti nel nostro tempo e ci impegniamo a consegnare ai giovani un mondo migliore. Preghiamo:
Perché i genitori siano animati da una fiducia salda e serena nello svolgere la loro opera educativa. Preghiamo:
Per chi vive nell'attesa di tempi migliori.
Perché operiamo il bene con gratuità.

O Signore, rendici vigilanti e fiduciosi, umili seminatori della tua parola. La presenza di Cristo tra noi ci confermi nella speranza del tuo regno, dove tu sarai tutto in tutti, per i secoli dei secoli. Amen.


Preghiera sulle offerte
Accogli i nostri doni, Padre misericordioso,
e consacrali con la potenza del tuo Spirito,
perché diventino per noi sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Guardate al Signore e sarete raggianti,
e il vostro volto non sarà confuso. (Sal 34,6)

Oppure:
-Io sono la luce del mondo",
dice il Signore; -chi segue me,
non cammina nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita". (Gv 8,12)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, che in questi santi misteri
ci hai nutriti col corpo e sangue del tuo Figlio,
fa' che ci rallegriamo sempre del tuo dono,
sorgente inesauribile di vita nuova
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 01-02-2019)
Commento su Mc 4, 26-28
Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il fr ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 01-02-2019)
Come un uomo che getta il seme sul terreno
Impazienza e fretta sono le due grandi tentazioni del missionario di Cristo Signore. Contro queste potenti tentazioni San Giacomo esorta i cristiani ad imitare la pazienza del contadino, che sa attendere il tempo di raccogliere i preziosi frutti dai suoi alberi. Siate dunque costanti, fratelli, fin ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 27-01-2017)
Senza parabole non parlava loro
La Parabola nell'Antica Scrittura è un fatto prodigioso di Dio che mai esaurisce la sua comprensione. Più lo si medita e più appare in esso la straordinaria potenza di salvezza e di redenzione, di amore e di misericordia, di giustizia e di pace del nostro Dio. In un solo avvenimento viene rivelata t ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 27-01-2017)
Commento su Mc 4, 26-29
«Gesù diceva [alla folla]: "Così è il Regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il f ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 29-01-2016)
Commento su Mc 4, 26-27
"Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa." Mc 4, 26-27 Come vivere questa Parola? Tutte aderenti alla vita le parabole del Regno di Dio. Bisogna nota ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 29-01-2016)
Come un uomo che getta il seme sul terreno
Il Padre celeste ha gettato il suo seme sulla terra. La sua prima terra è stato il seno purissimo della Vergine Maria. In questo seno Lui si è fatto carne. Da questo seme è uscito, è cresciuto, si è trapiantato nel mondo. Alla fine ha trovato la sua eterna collocazione sul Golgota, divenendo l'alber ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 30-01-2015)

Ma il seme della Parola che porta frutto, la luce della fede che si vede da lontano, quel cambiamento della nostra vita che ci spinge a diventare compassionevoli e misericordiosi, non è frutto del nostro sforzo, non è nostro merito. Inutile farsi prendere da vani scrupoli e sensi di colpa, cosa in c ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 30-01-2015)
Ai suoi discepoli spiegava ogni cosa
Nelle cose che riguardano Dio, Gesù è il nostro unico Maestro in ogni cosa. Da Lui si deve ogni giorno apprendere come si costruisce il regno di Dio sulla nostra terra. Osserviamo la sua metodologia e comprenderemo dove risiedono i nostri fallimenti. Prima di ogni cosa Gesù "crea", "fa", "genera" i ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 30-01-2015)
Commento su Eb 10, 35
"Non abbandonate dunque la vostra franchezza, alla quale è riservata una grande ricompensa." Eb 10, 35 Come vivere questa Parola? La franchezza, parresia nel testo originale, è uno dei doni più belli che gli apostoli hanno e dimostrano nei primi anni della Chiesa. È la capacità di dire la verità, ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 31-01-2014)

Per essere luce che illumina la stanza dobbiamo essere accesi, lasciare che il seme della Parola germogli in noi e contamini la nostra vita, convertendola. Sia. Ma quante volte questa convinzione diventa una santa preoccupazione e la nostra vita diventa intrisa di scrupoli e di fariseismo! Se abbiam ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 31-01-2014)
Come potevano intendere
L'uomo è persona storica, sempre in divenire, in formazione, in una perenne crescita. Dio prende il suo popolo da un popolo barbaro, comincia a parlargli con segni e prodigi. Lo ammaestra mostrandogli l'onnipotenza del suo amore. Quando Israele uscì dall'Egitto, la casa di Giacobbe da un popolo b ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 31-01-2014)
Commento su Marco 4, 30-32
"A cosa possiamo paragonare il regno di Dio....E' come un granello di senape che quando viene seminato sul terreno è il più piccolo di tutti i semi sono sul terreno ma quando viene seminato cresce..." Mc 4, 30-32 Come vivere questa Parola? Dio (e il suo agire nella storia "da Signore") ha deciso ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 01-02-2013)
Commento su Mc 4,26-34
Di cosa dobbiamo preoccuparci? Perché fatichiamo ancora a fidarci del Signore? Quanto scoraggiamento vedo negli sguardi affaticati dei nostri preti! Quanto dolore nelle loro parole! La Chiesa sembra perdere consensi, nubi fosche si addensano all'orizzonte. Ma anche al di fuori della fede le cose non ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 01-02-2013)
Come, egli stesso non lo sa
È quasi simile a quanto oggi ci insegna Gesù, quanto il profeta Isaia dice sulla Parola di Dio, annunziata da lui come acqua che discende dal cielo e che non ritorna in alto prima di aver fecondato la terra. Il Signore manda la sua Parola, questa produce secondo la divina volontà e poi ritorna a Lui ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 01-02-2013)
La terra produce spontaneamente
Ci affanniamo ogni giorno, ogni istante pensiamo a cosa dobbiamo fare l'istante successivo, programmiamo il nostro futuro e spesso anche quello delle persone a noi vicine, specie dei figli, vogliamo avere tutto sotto controllo e guai a demandare ad altri. Illusi che siamo, pensiamo così di poter ge ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 01-02-2013)
Il granellino di senapa è il più piccolo di tutti i semi
Dalle piccole cose nascono grandi progetti. Dai sogni di uomini qualsiasi prendono vita storie meravigliose. Favole, o parabole, che sembrano essere solo frutto della fantasia ma che raccontano di valori, di principi, di strade da percorrere. Narrano di persone buone che contrastano con le armi dell ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 01-02-2013)
Commento su Marco 4,26.30
Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno...; è come un granello di senape... Mc 4,26.30 Come vivere questa Parola? Con il Vangelo di oggi si conclude l'insegnamento in parabole impartito da Gesù sulla riva del lago. L'annuncio era uguale per tutti gli ascoltatori, ma il ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 27-01-2012)
Commento su Marco 4,26-34
È con noi, il Signore, sempre. Ma non si sostituisce a noi, non è lui a guidare la nostra barca. La fede non è la consegna della propria vita al Signore sperando sia lui a toglierci dai guai in cui ci siamo (o ci hanno) infilati. La fede autentica che deriva dal cristianesimo ci aiuta a diventare pi ...
(continua)

  San Tommaso d'Aquino

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Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco
Scheda Agiografica: San Tommaso d'Aquino
S0128 ;

La parola di Gesù "Voi siete la luce del mondo" si può applicare a molte vocazioni cristiane ma è particolarmente adatta a un santo come Tommaso d'Aquino i cui scritti illuminano ancora oggi il pensiero cristiano e tutto il pensiero umano
La prima lettura ci fa intravedere qual è la condizione per poter essere la luce del mondo; non si tratta semplicemente di usare la propria intelligenza per ricercare il segreto delle cose ma prima di tutto di mettere la propria intelligenza in relazione con Dio. "Alla tua luce vedremo la luce" dice un salmo: per vedere la luce presente nella creazione di Dio bisogna essere in rapporto con lui. Ecco perché non esiste vera sapienza senza preghiera. "Pregai e mi fu elargita la prudenza; implorai e venne in me lo spirito della sapienza" (Sap 7,7>.
Tommaso d'Aquino è stato un santo contemplativo: il suo ideale era trasmettere agli altri le cose che egli stesso aveva contemplato, cioè capite nella preghiera, capite nel rapporto con Dio. L'intelligenza da sola può certamente fare molte cose, costruire sistemi di idee, ma sono sistemi che non corrispondono alla sapienza, hanno un effetto devastatore. Qualcuno ha detto che il mondo moderno è completamente disorientato perché gli sono state date idee cristiane impazzite. L'aspirazione alla verità, alla libertà, alla fraternità sono idee cristiane sono aspirazioni evangeliche ma se si cerca di soddisfarle prescindendo dal legame vivo con Dio il risultato è quello di mettere negli uomini una specie di febbre che impedisce di trovare il giusto equilibrio e spinge a tutti gli eccessi: ecco le rivoluzioni violente, i turbamenti continui...
Invece san Tommaso d'Aquino è sempre rimasto profondamente unito a Dio, ha pregato per ottenere quell'intelligenza vera, dinamica, equilibrata che proviene dal creatore; per questo ha potuto accogliere anche idee pagane. Non ha avuto paura di studiare Aristotele e di cercare nelle sue opere luce per capire meglio il mondo creato da Dio. Lungi dall'essere propagatore di idee cristiane impazzite egli è anzi riuscito a rendere sapienti le idee pagane; è stato aperto in modo straordinario a tutta la creazione di Dio a tutte le idee umane proprio perché viveva intensamente il suo personale rapporto con Dio. "Mi conceda Dio di parlare secondo conoscenza e di pensare in modo degno dei doni ricevuti" dice il Libro della Sapienza (7, 15): il rapporto con Dio non rimpicciolisce il cuore, non rattrappisce l'intelligenza, anzi dà il gusto di penetrare in tutti gli splendori della creazione.
Nella Chiesa ci sono molte vocazioni. Alcuni sono chiamati ad insistere fino al paradosso sul rifiuto della sapienza umana; san Paolo per esempio ha dei passi addirittura violenti contro la filosofia: la sua vocazione era di insistere sul messaggio cristiano fino a farlo sembrare incompatibile con la filosofia umana. Altri come Tommaso d'Aquino hanno la vocazione di far vedere che tra loro è possibile una profonda conciliazione che avviene quando si è rinunciato all'autonomia umana per darsi tutto a Dio: si è completamente all'unisono con il creatore ed egli ci mette profondamente in accordo con la creazione.
Domandiamo al Signore che apra il nostro spirito ad accogliere in pieno la sua luce in modo da poter attirare quelli che ne sono in ricerca; che siamo davvero anime viventi del rapporto con Dio e proprio per questo capaci di orientarci verso tutte le ricchezze dell'universo.





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Antifona d'ingresso
La bocca del giusto proclama la sapienza,
e la sua lingua esprime la giustizia;
la legge del suo Dio è nel suo cuore.


Colletta
O Dio, che in san Tommaso d'Aquino
hai dato alla tua Chiesa
un modello sublime di santità e di dottrina,
donaci la luce per comprendere i suoi insegnamenti
e la forza per imitare i suoi esempi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...




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Prima lettura

Sap 7,7-10.15-16
Ho amato la sapienza più della salute e della bellezza.

Dal libro della Sapienza

Pregai e mi fu elargita la prudenza,
implorai e venne in me lo spirito di sapienza.
La preferii a scettri e a troni,
stimai un nulla la ricchezza al suo confronto,
non la paragonai neppure a una gemma inestimabile,
perché tutto l'oro al suo confronto è come un po' di sabbia
e come fango sarà valutato di fronte a lei l'argento.
L'ho amata più della salute e della bellezza,
ho preferito avere lei piuttosto che la luce,
perché lo splendore che viene da lei non tramonta.
Mi conceda Dio di parlare con intelligenza
e di riflettere in modo degno dei doni ricevuti,
perché egli stesso è la guida della sapienza
e dirige i sapienti.
Nelle sue mani siamo noi e le nostre parole,
ogni sorta di conoscenza e ogni capacità operativa.

Parola di Dio
















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Salmo responsoriale

Sal 118

Insegnami, Signore, i tuoi decreti.

Come potrà un giovane tenere pura la sua via?
Osservando la tua parola.
Con tutto il mio cuore ti cerco:
non lasciarmi deviare dai tuoi comandi.

Ripongo nel cuore la tua promessa
per non peccare contro di te.
Benedetto sei tu, Signore:
insegnami i tuoi decreti.

Con le mie labbra ho raccontato
tutti i giudizi della tua bocca.
Nella via dei tuoi insegnamenti è la mia gioia,
più che in tutte le ricchezze.












Canto al Vangelo (Mt 23,9.10)
Alleluia, alleluia.
Uno solo è il Padre vostro, quello celeste
e uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Alleluia.


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Vangelo

Mt 23,8-12
Non fatevi chiamare 'guide', perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Voi non fatevi chiamare -rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate -padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare -guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

Parola del Signore



Preghiera dei fedeli
Nella festa di san Tommaso d'Aquino, che consacrò tutta la sua vita per la ricerca della conoscenza di Dio, rivolgiamoci al Padre, fonte della sapienza, pregando e dicendo:
Donaci, Signore, la tua sapienza.

Perché la Chiesa metta sempre a profitto della ricerca di Dio le migliori risorse dell'ingegno umano e della fede illuminata dall'amore. Preghiamo:
Perché i teologi, nel loro lavoro di comprensione e diffusione delle verità, siano guidati solo dall'amore di Dio e dalla fedeltà all'uomo. Preghiamo:
Perché il popolo di Dio sostenga la propria fede, sapendo che è necessario conoscere di più, per capire di più, per credere di più. Preghiamo:
Perché i catechisti della nostra parrocchia comprendano, credano, amino e testimonino quello che insegnano. Preghiamo:
Perché qualsiasi annuncio di verità sia accompagnato dalla testimonianza e dalla santità della vita, che danno prova della efficace presenza di Cristo nel mondo. Preghiamo:
Per l'istituto di teologia e di cultura religiosa della diocesi.
Per i seminatori della nostra diocesi.

O Signore, che ci doni in san Tommaso d'Aquino un luminoso modello di sapienza e santità, esaudisci le nostre preghiere e fà che ogni ricerca umana sia sempre al servizio del tuo regno promesso. Per Cristo nostro Signore. Amen.








Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, il sacrificio che ti presentiamo,
nel ricordo di san Tommaso d'Aquino,
e fa' che imitando il suo esempio ci consacriamo interamente
al servizio della tua gloria. Per Cristo ...


Antifona di comunione
Questo è il servo saggio e fedele,
che il Signore ha posto a capo della sua famiglia,
per distribuire a tempo debito la razione di cibo.


Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutrito di Cristo, pane vivo,
formaci alla scuola del suo Vangelo,
perchè sull'esempio di san Tommaso d'Aquino
conosciamo la tua verità
e la testimoniamo nella carità fraterna. Per Cristo ...


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net