Omelia (25-12-2008) |
don Roberto Seregni |
Uno di noi Ok, ci siamo: è nato! Pronti o non pronti, desiderosi o indifferenti, sereni o indaffarati, Gesù è nato! Dio è entrato nella storia. Non potremo più arrabbiarci con Lui, addossargli colpe che non ha e puntare il dito contro il cielo accusandolo d’essere lontano. No, Lui è qui. Lui è presente. Lui è in mezzo a noi. Mi stupisce e mi affascina questo Dio così innamorato dell’uomo da diventare uno di noi per rivelarsi e farsi conoscere. Dio non ha trovato luogo più affascinate e amabile della nostra carne e ha deciso di abitarla e trasfigurarla. Allora il Natale non è solo una rivelazione su Dio, ma anche sull’uomo e sull’umanità! Devo prendermi cura di me e dei miei fratelli perché questa carne e questa umanità è stata scelta da Dio fin dall’eternità per essere il luogo della sua rivelazione. Quant’è grande Dio! Ma questo non basta ancora. La cosa che mi lascia sempre più senza fiato e mi fa annebbiare la vista quando ci penso, è il "come". Dio decide di farsi uomo e davanti a sé ha una infinità incalcolabile di possibilità: un paese in pace e con un’economia florida? una città moderna e attrezzata? un padre medico e una madre avvocato? una clinica moderna e un equipe specializzata? grande risalto su tutti i quotidiani del globo? No, cari amici, niente di tutto questo. Dio sceglie la piccola Maria e il falegname Giuseppe, entrambi esuli per la follia di un imperatore che decide di trascrivere nei suoi cataloghi il popolo di Dio. Dio sceglie la città di Betlemme, patria del re Davide. Dio sceglie una grotta. È così che l’Eterno entra dentro la nostra storia. È così che Dio viene ad abitare tra gli uomini. L’immensità che neppure i cieli possono contenere, ora è stretta tra le braccia tremanti di Maria. Il creatore di tutto quello che abbiamo sotto gli occhi, ha bisogno di una creatura per sopravvivere. Che ne dite? Pazzesco, vero? Sì, Dio è così. Se vogliamo capire fino in fondo il Natale dobbiamo grattare via tutte le incrostazioni zuccherine e mielose che sono state appiccicate a questa festa. Certo, ci deve essere spazio per la gioia e la dolcezza, ma Natale non è solo questo. Quel cucciolo di Messia abbandonato nell’abbraccio di sua madre nella grotta di Betlemme, dovrebbe farci sussultare sulla sedia e rimanere senza fiato. Tutta questa festa, tutta questa attesa è per Lui! Per quel bimbo infreddolito e indifeso che deve essere nutrito al seno della madre, cambiato, coccolato e curato. Lui è il Festeggiato! Questo è lo scandalo del Natale. Allora buon Natale a tutti! A te che lo hai atteso e invocato. A te che proprio non ne vuoi sapere di Dio e di tutte le sue presunte menzogne. A te che lo senti vicino perché come Lui abiti la periferia della storia. A te che hai smesso di magiare pur di avere qualcuno che si occupa di te. A te che stai cercando di fare un passo verso di Lui e non riesci a vedere che Lui ne ha già fatti cento verso di te. A te che dopo anni farai Natale senza il tuo amato marito. A te che dopo tanta solitudine hai trovato l’amore. A te che ancora non trovi la forza per guarire. A te che sei sprofondata nel silenzio. A te che finalmente stringi tra le braccia un figlio tanto atteso ed amato. Approfitto di questa mail natalizia per ringraziare tutti i lettori delle mie piccole meditazioni. Ho ricevuto consigli che custodisco gelosamente, richiese che valuto con interesse, apprezzamenti che affido al buon Dio. dalla bellissima Valtellina don Roberto robertoseregni@libero.it |