Omelia (22-05-2008)
Paolo Curtaz


Se il sale diventa insipido con che cosa lo si potrà salare? Gesù è preoccupato dal rischio che corrono i suoi discepoli, allora come oggi: l'assenza di radicalità nella scelta evangelica, tenere insieme una vaga appartenenza al Vangelo e la logica di questo mondo. Gesù teme l'atteggiamento malsano che ci rende molto esigenti verso gli altri e troppo comprensivi con noi stessi... Non esiste valore che possa sostituire l'incontro con la fede, non c'è nulla di più totalizzante dell'incontro col Cristo, perciò vale la pena fare una scelta, costi quel che costi. Il Maestro ci chiede di eliminare le cose che ci allontanano dal Vangelo. Gesù si propone con radicalità perché può realizzare ciò che promette. Ma chiede disponibilità totale, scelta concreta e reale della sua logica, adesione al Vangelo. Niente mezze misure, niente giochi di prestigio: togliamo da noi ciò che ci impedisce di essere abitati dalla felicità. Ci sono delle scelte e degli atteggiamenti che ci allontanano drammaticamente dalla logica del Regno, occorre individuarli, affidarli al Signore nella preghiera e cercare di superarli o, almeno, limitarne i danni. Prendiamo sul serio il Dio che ci ha preso sul serio, senza cadere, però, in un eccessivo rigorismo che da sfogo al nostro autolesionismo. Chiediamo al Signore di conservare il sapore della vita che è la fede, di rimanere ancorati a lui per portare sapore alle cose che faremo oggi, senza compromessi, liberi di