Omelia (24-02-2013)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Salmo 27,8-9

Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!».
Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto.

Sal 27,8-9


Come vivere questa parola?
«Cercate il mio volto!»: il cuore del salmista ripete questo invito del Signore che gli infonde fiducia, sicurezza, fortezza nelle difficoltà, la certezza di contemplarlo sempre, ovunque. E allora, anche se trepidante e insicuro, trasforma l'invito in una preghiera del cuore piena di fiducia: «Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto...».

È una preghiera che poteva trasalire dal cuore angosciato di Abramo quando viene invitato ad uscire nella notte, contare le stelle del cielo e, soprattutto, fidarsi delle promesse del Signore. Abramo si fida, anzi, crede; e il Signore glielo accreditò come giustizia, concludendo con lui l'alleanza (cf Gen 15). Così, Abramo divenne quel padre che ad ogni figlio, di generazione in generazione, indica la strada della fede: guardare il cielo, cercarvi il volto del Signore, fidarsi della sua parola,...per rimanere saldi nel Signore, sempre (cf Fil 4,1).

È la preghiera che, forse, non la ricordavano i tre discepoli che sono stati invitati a salire sul monte, dove Gesù si è recato per pregare. Proprio mentre prega il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste diventa candida e sfolgorante; appaiono due uomini, Mosè ed Elia, conversano con lui, parlano del suo esodo... I discepoli evidentemente erano affaticati dalla salita: oppressi dal sonno non si accorgono della preghiera del Maestro; solo al risveglio videro la sua gloria, e mentre i due uomini già si separano da lui, Pietro scatta con la proposta di tre capanne, senza esserne pienamente consapevole cosa voglia dire. Infatti, appena la nube li copre con la sua ombra, lui e gli altri due ebbero paura; e senza che venisse loro chiesto o comandato, anche in seguito tacquero e non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Però conservarono nella mente la visione e quella voce che li raggiunse dalla nube: «Questi è il mio Figlio, l'eletto, ascoltatelo!». Un invito, come quello del salmo, a non soffermarsi sulle paure e angosce del momento, ma cercare il Suo volto dal quale traspare quella luce che illumina il cammino, rassicura la fiducia, rinsalda la speranza, sostiene nell'adesione amorosa alla sua volontà... anche quando questa li/ci conduce a contemplare il volto del Signore Crocifisso.

Dio grande e fedele, che riveli il tuo volto a chi ti cerca con cuore sincero, rinsalda la nostra fede nel mistero della croce e donaci un cuore docile, perché nell'adesione amorosa alla tua volontà seguiamo come discepoli il Cristo tuo Figlio. [colletta della domenica].

Dal messaggio di Benedetto XVI per la Quaresima 2013

«La fede, che prende coscienza dell'amore di Dio rivelatosi nel cuore trafitto di Gesù sulla croce, suscita a sua volta l'amore. Esso è la luce - in fondo l'unica - che rischiara sempre di nuovo un mondo buio e ci dà il coraggio di vivere e di agire».