Omelia (30-03-2013)
Paolo Curtaz
Commento su Lc 24,1-12

Un'altra notte ci attende. La più lunga fra le notti. Dopo quella in cui abbiamo assistito, scossi e impotenti, alla lotta interiore di Gesù e alla sua terribile scelta di donarsi per la salvezza dell'umanità, stiamo per celebrare la madre di tutte le veglie, la notte in cui la morte non è riuscita a fermare la potenza di Dio. Questo sabato in cui la Chiesa aspetta per poter correre sul fare del mattino al sepolcro per annunciare "non è qui, è risorto!", si consuma nel silenzio di un'attesa fremente di gioia. Davanti alla tomba vuota la comunità dei discepoli ripensa alle parole e ai gesti del Maestro, parole e gesti che ora interpreta nella maniera corretta. Non solo: lo sguardo si allarga oltre l'orizzonte e ripensa a tutta la storia fra Dio e Israele, cogliendo nelle vicende narrate dalla Scrittura un crescendo che porta alla venuta di Cristo e alla sua morte e resurrezione. Abbiamo di che gioire, fratelli nella fede! Oggi il Signore Gesù risorge dalla morte manifestando a tutti chi egli veramente è! Lasciamo che sia il travolgente torrente in piena dell'annuncio pasquale ad abbattere gli argini di diffidenza e di dolore che a volte caratterizzano la nostra piccola vita...