Omelia (20-09-2013) |
Paolo Curtaz |
Commento su Lc 8,1-3 È un piccolo inserto lucano sfuggito certamente a qualche copista sessista. Scherzi dello Spirito Santo! Così, grazie a questi tre versetti, veniamo a conoscenza del fatto che nel gruppo più stretto dei discepoli c'erano anche delle donne che vivevano con il gruppo dei seguaci itineranti. Conosciamo anche il nome di alcune di esse e il loro compito: mettersi a servizio del Regno con i loro beni. Collaboratrici a tutti gli effetti, non badanti degli apostoli o colf del Nazareno! Alle donne Gesù affiderà il compito essenziale dell'annuncio della sua resurrezione dai morti: il loro compito è fondamentale per lo sviluppo della fede cristiana! Cosa di difficile comprensione anche oggi, ed assolutamente inaccettabile in una cultura chiusa in cui una donna non aveva diritto di parola in pubblico, non poteva uscire di casa da sola, figuriamoci dormire fuori dalle mura domestiche! Gesù è un uomo libero e ci porta a diventare liberi, a superare le distinzioni di genere, a scavalcare e confondere i ruoli. Davanti a Dio non c'è più né uomo né donna, giudeo o greco, schiavo o libero. Diventiamo capaci di vivere da liberi e di liberare, superiamo gli steccati delle culture per abbracciare la novità sconcertante del vangelo! |