Omelia (24-10-2013)
Paolo Curtaz
Commento su Lc 12,49-53

Molti pensano, anche fra i bravi cattolici, che la fede sia una specie di gigantesco sonnifero delle coscienze, un'anestesia generale per farci diventare dei bravi ragazzi, una specie di camicia di forza che imprigiona gli istinti passionali (peccaminosi ma tanto belli!). E altri pensano, fra i non -credenti, che i cristiani siano dei mezzi uomini e delle mezze donne, delle persone castrate e tremebonde, che parlano sommessamente e con lo sguardo in basso. Ora: cosa ha a che vedere questo con la fortissima affermazione di Gesù? Egli è venuto a portare il fuoco, non il sonnifero! La fede, come il fuoco, è calore, luce, consumazione! Certo, non tutti hanno un temperamento passionale, e ci sta. Ma ciò che il Signore dice è che la fede è evento travolgente: come un innamoramento, come la gioia di diventare genitori, come la riuscita di un'impresa attesa da anni. Talmente intensa e forte da aiutarci a sostenere le contraddizioni, le prese in giro, le incomprensioni che proprio a causa della fede, a volte dobbiamo affrontare. Gli esegeti ci dicono che probabilmente Luca descriveva una situazione che si era venuta a creare nelle primitive comunità ma quante volte proprio le persone a noi più vicine non capiscono la nostra fede!