Omelia (18-12-2013) |
Paolo Curtaz |
Commento su Mt 1,18-24 Solo Matteo e Luca ci parlano della nascita di Gesù. Con ogni probabilità alle primitive comunità non interessava così tanto l'infanzia del Signore, cosa invece più interessante per le comunità di seconda generazione. Così abbiamo due resoconti che bene si integrano: quello di Matteo che, da buon ebreo, è più attento alle vicende dal punto di vista di Giuseppe e quello di Luca, più attento alla storia di Maria. Lo scarno racconto di Matteo ci restituisce un uomo grande e generoso, Giuseppe, che si viene a trovare in una situazione incresciosa: la sua futura moglie aspetta un figlio non suo. La notte del povero Giuseppe è insonne e irrequieta: amante tradito vuole comunque salvare la piccola Maria rescindendo il contratto di fidanzamento senza svergognarla. Questo gesto di "giustizia" compiuto in palese disobbedienza alla legge (!) lo tranquillizza e gli spalanca il cuore a capire cosa sta veramente succedendo. Il sogno dell'angelo gli offre una chiave interpretativa che ribalta la tragica situazione. Grande Giuseppe che, una volta svegliatosi, prende con sé Maria! Sia lui ad insegnarci a credere nel Dio dell'impossibile! |