Commento su Gal 4,4
Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli.
Gal 4,4
Come vivere questa Parola?
In pochissime parole, San Paolo descrive il mistero dell'incarnazione: Dio manda il Figlio suo nel mondo e lo pone sotto due condizioni: nascere da una donna, nascere sotto la legge. La seconda condizione è immersione in ciò che già esisteva, frutto, espressione del vecchio mondo da assumere per poterlo distruggere e liberare da essa tutta l'umanità. La prima condizione è invece una novità: per essere realizzata chiede l'adesione esplicita di un'altra persona, di una creatura già esistente, una donna, la cui conversione a Dio si fa generativa. Quella disponibilità non solo permette al Figlio di Dio di entrare nel mondo, ma fa sì che tutta l'umanità in Cristo, quella già esistita, quella sua contemporanea e quella futura possa essere adottata in lei da Dio. Quella persona, Maria, diventa Madre di Dio e di tutta l'umanità. Per lei, noi creature di Dio siamo riconosciuti Figli. Figli di Dio, liberati dalla Legge, figli capaci di una nuova libertà, figli responsabili di una nuova eredità, di una nuova alleanza. In Lei è possibile, garantita e protetta l'umanità di Gesù. In Lei si realizza la nostra divinità.
Signore, fa' che non ci scordiamo nelle pieghe della quotidianità di questo nuovo anno che inizia, la bellezza della nostra umanità che sa creare, crescere, educare, prendersi cura degli altri e del mondo; fa' che non ci scordiamo della divinità che è in noi che ci trascende e ci rende capaci di amare e soffrire, condividere e sperare come te.
La voce di un teologo
Tutte le Chiese hanno come base ecumenica della fede, il Credo di Nicea-Costantinopoli, che considerano un fedele riassunto del messaggio fondamentale della Parola di Dio, contenuta nella Sacra Scrittura. Insieme, tutti i cristiani confessano a Gesù Cristo come «l'unigenito Figlio di Dio, generato dal Padre prima di tutti i secoli... generato non creato, della stessa sostanza del Padre»; questo unigenito Figlio del Padre «si è incarnato per opera dello Spirito Santo nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo». (...) Tutti i cristiani confessano, secondo la Bibbia e la Tradizione Maria Vergine e Madre di Dio (Teotókos) (...) Nel suo ruolo propriamente Cristologico Maria appare come colei che afferma e difende contemporaneamente l'umanità di Gesù Cristo e la sua divinità. Infatti, è pienamente donna e in questo è la madre di un uomo vero, Gesù. Ma il Nuovo Testamento la chiama anche la Madre del Signore, del Kyrios.
Sr Silvia Biglietti FMA - silviabiglietti@libero.it