Omelia (04-04-2017)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Gv 8,28

«Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che Io Sono»

Gv 8,28


Come vivere questa Parola?

Nel vangelo di oggi, Gesù inizia col dire che dove lui va, i suoi ascoltatori non possono andare (cf Gv. 8,22): infatti non possono seguire Gesù se essi rimangono nei loro peccati, se lo rifiutano come inviato di Dio (e il rifiuto è uno dei peccati peggiori secondo san Giovanni, perché ci si allontana da Dio, fonte di ogni santità).

Gesù specifica poi che se essi non credono alla sua auto-presentazione come l'«Io sono» (Gv 8,24), moriranno nei loro peccati. Le parole «Io sono» richiamano immediatamente la rivelazione che Dio ha fatto a Mosè nel roveto ardente (cf Es. 3,6). Gesù dunque si presenta come il Dio che accompagna il suo popolo nel nuovo esodo verso la Pasqua (agendo come nuovo Mosè), liberando gli uomini dalla schiavitù del peccato e conducendoli alla salvezza, passando attraverso la sua passione, morte e risurrezione. Per questo passaggio è necessario credere in Lui, seguirne gli insegnamenti, prenderlo come modello di vita.


O Signore, concedimi di poterti seguire e credere che sei il Figlio di Dio.


La voce della Liturgia

Dal prefazio della Passione del Signore I

[O Dio] tu rinnovi l'universo

e doni all'uomo il vero senso della tua gloria;

nella potenza misteriosa della croce tu giudichi il mondo

e fai risplendere il potere regale di Cristo crocifisso.


D. Mario Maritano SDB - maritano@unisal.it