Omelia (20-03-2018) |
don Cristiano Mauri |
Non guardarmi non ti sento Gesù si trova ancora a dibattere con un gruppo di interlocutori che resistono alla sua parola. Il tema è la sua identità, affrontato qui sotto l'angolatura della sua morte ormai vicina. L'avvio della controversia è dato da una tesi iniziale per cui la sua scomparsa prossima susciterà una ricerca tra i suoi avversari. A riguardo troviamo un'affermazione molto forte, nei termini della minaccia di un giudizio: «morirete nel vostro peccato». Il termine «peccato» usato al singolare indica l'incredulità che porta alla lontananza da Dio e così alla morte, qui intesa non solo in senso materiale ma come distanza da Colui che è fonte della vita e rottura di ogni rapporto con Lui. I Giudei fraintendono pensando a un suicidio e ciò consente di procedere con un ulteriore chiarimento. Gli avversari di Gesù continuano a confinare la loro intelligenza, la loro volontà, i loro criteri di decisione, le loro logiche di vita solo all'interno dell'orizzonte mondano immediato. Perciò non possono capire quanto Gesù dice, visto che la suo origine è al di là di questo mondo. Non credere all'«Io sono» di Gesù significa negare che la realtà divina è manifestata in lui. Costoro vivono senza mai alzare lo sguardo al cielo e cercando ogni risposta nei loro ragionamenti mondani. In ciò stanno «nel peccato», vivendo una vita separata da Dio e autonoma rispetto alla sua volontà. Così facendo, la comunicazione tra loro e Gesù è impossibile. La domanda dei Giudei «Tu chi sei?» sa palesemente di incredulità. La reazione di Gesù lo dimostra, evidenziando come il problema non sia l'oscurità delle sue parole, chiare fin dall'inizio, ma la loro disponibilità ad accoglierle. Giovanni insiste nel marcare l'incapacità di comprendere degli avversari di Gesù: continuano a non vedere in lui colui che parla del Padre. In un'ultima spiegazione Gesù li rimanda alla propria morte: ciò che ora non sono in grado di capire sarà loro perfettamente chiaro quando sarà crocifisso («innalzato»). Riconosceranno in lui la rivelazione di Dio, poiché la sua obbedienza al Padre è perfetta e anche in quell'ora non sarà lasciato solo ma in sarà in stretta comunione con lui. L'effetto è sorprendente: nonostante il malinteso e l'incredulità, gran parte dei Giudei aderisce alla parola di Gesù.
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