Omelia (22-06-2024)
don Giampaolo Centofanti
Commento su Matteo 6,24-34

Il cammino della fede consiste principalmente nel graduale appoggiarsi alle fonti della grazia (Parola, sacramenti, comunità di crescita, padre spirituale, preghiera, ricerca della volontà di Dio, accoglienza di ogni cosa a modo proprio come grazia imparando, cin sereno buonsenso nella fede, a puntare sulla luce, la forza, di Dio e non su noi stessi. Si questa strada Dio ci rende sempre più semplici ed essenziali liberandoci da mille complicazioni, umori, timori, che ci distolgono dal vivere un cammino spedito verso il sempre nuovo venire di Dio con tutti i suoi beni. Sempre più veniamo portati nella fiducia nell'operare di Dio, nel suo pensare a tutto per noi, mentre puntando su noi stessi e le nostre idee ingarbugliamo il suo disegno meraviglioso per noi, anche se lui trasforma tutto, anche le nostre resistenze, in vita appena torniamo a lui. Su questa strada impariamo a pensare al presente e al futuro per quanto concerne la nostra responsabilità ma poi impariamo a vivere giorno per giorno, momento per momento, sperimentando così che in un modo o nell'altro Dio spesso ci ha la stragrande maggioranza delle volte aiutato e protetto anche umanamente. Intuiamo così che se dovesse permettere delle prove ci sosterrà in altro modo, con una grazia speciale. Proprio come è accaduto a Gesù, tante volte protetto perché non era giunta la sua ora e poi sostenuto con una grazia immensa (Padre glorifica il tuo Figlio) quando l'ora è giunta.