Omelia (13-03-2000) |
Casa di Preghiera San Biagio FMA |
Dalla Parola del giorno In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. Come vivere questa Parola? Questa solenne affermazione è nel cuore della pericope che presenta il giudizio finale. Ciò che più impressiona è l'enorme superamento della Legge antica rispetto al precetto-principe: quello della carità. Nel Levitico (prima lettura odierna) Dio, in nome della sua autorità, chiede di vincere in noi ogni cattiveria con una serie di precetti negativi: non opprimerai il tuo prossimo, non lo spoglierai di ciò che è suo, non tratterai la notte fino al mattino il salario che devi all'operaio, ecc. Ed è ottima iniziazione alla giustizia e alla carità. Ma qui il salto di qualità supera incredibilmente sia l'antica Legge giudaica che qualsiasi insegnamento presso le altre religioni (Corano, Sutra buddisti, ecc.). L'enorme superamento sta nel fatto che Gesù per esigere la carità non si riferisce alla sua autorità ma direttamente alla sua Persona. Quello che faccio al povero (in tanti sensi si è poveri!) lo faccio a Lui. Quello che non faccio (attenzione alle facili omissioni) trascuro di farlo a Lui. Gesù si identifica col più piccolo. Oggi, rientrando al cuore in vari momenti del giorno, chiederò allo Spirito Santo occhi che vedono Gesù anzitutto nelle persone più vicine da accogliere, ascoltare, confortare, esrcitandomi in sorridente pazienza e bontà. La voce di un'attrice Ch'io riconosca il tuo grido d'amore e di pianto attraverso gli altri, Signore. Allora non rido più di me stessa: tu mi hai afferrata. Patrice de la Tour du Pin |