Omelia (23-02-2025)
padre Paul Devreux


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«A voi che ascoltate, io dico:
Gesù sta parlando a chi lo ascolta, cioè a chi gli dà retta e prova a mettere in pratica la sua parola. Prima ha parlato della scelta della povertà per essere beati e per poter accogliere tutti. Ora completa il suo discorso e dice:
amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l'altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Dà a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. Se Gesù diceva: "Odiate i vostri nemici e fategli del male", sarebbe stato banale. Ma Gesù è il figlio di Dio e c'invita a comportarci come Dio. A pensarci bene la sua proposta va contro il nostro istinto, perché lui desidera aiutarci ad essere umani, e questo è sempre una scelta ragionata. Le proposte che fa sono le uniche ad essere costruttive. Infatti, a queste si guarda quando si capisce che nessuno esce vincitore dalle guerre, piccole o grandi che siano.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Questa è la chiave per discernere in ogni situazione qual è la soluzione giusta.
Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Tutto questo per ricordarci che riconosciamo la presenza di Dio in qualsiasi opera, dalla gratuità. Solo Dio può essere gratuito, e chi da lui si sente protetto e figlio suo.
Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell'Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Di nuovo ribadisce di amare i nostri nemici, perché per lui non esistono nemici, ma solo figli, che lui ama come una madre ama i sui figli. Per cui noi per lui siamo fratelli, e come tali c'invita a comportarci.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. La misericordia è proprio l'amore tipico della madre, che non riesce a vedere nel figlio nient'altro che del positivo e lo difenderà sempre, qualsiasi cosa abbia fatto, perché ha sofferto per metterlo al mondo e per farlo crescere. Dio ci ama di un amore viscerale.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio». Il giudicare mi porta a condannare e uccidere in qualche modo l'altro. La prima conseguenza di questa scelta è che vivo con la paura di essere anche io giudicato e condannato. È molto più bello provare a capire gli altri per poterli perdonare. Anche perché ci verrà dato la percezione di essere veramente figli di Dio. Non è poco.
Buona domenica.