Omelia (20-03-2025) |
Missionari della Via |
Il Vangelo odierno ci mostra una malattia molto comune oggi: quella dell'indifferenza e dell'egoismo; e ci mostra l'esito finale tra chi l'ha perpetrata e chi l'ha subita. I protagonisti sono due: un ricco senza nome, la cui identità è data dal denaro (che con la morte svanirà), e un povero chiamato per nome e conosciuto da Dio. Si tratta di un povero di cui soltanto Dio si prende cura; infatti «a differenza del ricco, egli ha un nome, Lazzaro, abbreviazione di Eleazaro, che significa appunto "Dio lo aiuta» (Benedetto XVI). L'esito finale della loro vita? Morirono tutti e due ma il povero fu portato nel seno di Abramo, mentre il ricco e fu sepolto nell'inferno. La distanza che vi era in vita continua ma a parti invertite. Il ricco che stava in alto ora sta in basso, e il povero Lazzaro che stava in basso, sotto il tavolo, mendicando le briciole che cadevano dalla tavola, ora sta in alto. Perché il ricco è condannato? Per la sua ricchezza? No, ma per la sua indifferenza egoista, per non aver fatto buon uso dei beni che possedeva! Il contrario dell'amore non è l'odio, ma il possesso, che genera l'indifferenza, per cui l'altro neppure esiste. «Tre gesti sono assenti dalla storia del ricco: vedere, fermarsi, toccare. Mancano, e tra le persone si scavano abissi, si innalzano muri. Ma chi erige muri, isola solo se stesso» (p. Ermes Ronchi). L'esito finale della parabola dice che l'eternità inizia già ora, in questo tempo che Dio ci dona da vivere. L'inferno non sono gli altri ma la solitudine, l'indifferenza generata e nutrita dall'egoismo. Oggi i ricchi per cambiare vita non hanno persone che risorgono dai morti: hanno la Parola di Dio che li esorta a cambiare in meglio, e hanno i poveri che li circondano. Gesù ci ricorda che nel giorno del giudizio ciò che farà la differenza è ciò che abbiamo fatto o non fatto per i poveri, per gli ultimi, per gli invisibili, per Dio stesso, perché negli affamati è Lui che è affamato! «Nelle piaghe dei poveri è Dio che è piagato. Non c'è apparizione o miracolo o preghiera che conti quanto il loro grido: «Se stai pregando e un povero ha bisogno di te, corri da lui. Il Dio che lasci è meno sicuro del Dio che trovi» (San Vincenzo de' Paoli). Un delitto perfetto Chiesi agli uomini: "Che cosa state portando avvolto in quella coperta, fratelli?". Mi risposero: "Portiamo un corpo morto, fratello". Chiesi: "È stato ucciso o è morto di morte naturale?". "È una domanda difficile, fratello! Ha tutta l'aria di essere stato un assassinio", mi risposero. "Com'è stato ucciso quest'uomo! Con un coltello o una pallottola, fratelli?", chiesi. "Non è stato né un coltello né una pallottola. Si è trattato di un delitto perfetto, un delitto che non lascia tracce". "Ma allora come è stato ucciso quest'uomo?", insistetti, ed essi mi risposero con calma: "Quest'uomo è stato ucciso dalla fame, fratello" (Josuè de Castro). |