Omelia (23-02-2025) |
don Roberto Seregni |
Misericordiosi come il Padre Non so se vi è mai successo di svegliarvi nel pieno della notte per una scossa di terremoto, sentire il materasso sussultare, lo strepito dei vetri negli infissi e le urla dei vicini... A me è successo varie volte. Lima è una città altamente sismica e, come i suoi cittadini, ama ballare soprattutto di notte. Il Vangelo di questa domenica mi fa lo stesso effetto di una scossa di terremoto nel cuore della notte. È sufficiente leggere con un po' di attenzione queste righe per accorgerci che, purtroppo, non prendiamo molto sul serio le parole di Gesù. Quello che sappiamo fare bene è accontentarci. Ci accontentiamo di non far del male a nessuno, di non rubare, di non uccidere, di non metterci in problemi e di rimanere a sgambettare tranquilli a pochi metri dalla riva. In questo siamo davvero dei campioni. Ma quando si tratta di prendere sul serio le parole del Maestro, abbiamo sempre pronte un sacco di scuse. E, scusa dopo scusa, ci trasformiamo in mummie viventi, spenti, vuoti e tristi. Il Maestro ci scuote, ci invita a prendere il largo, ad assaporare il brivido e la logica disarmante del Vangelo. Una logica che prende le distanze dalla legge annacquata della reciprocità e ci invita a giocare nella logica evangelica della gratuità. La scommessa del Vangelo è il gratis: dare senza aspettare nulla, amare senza sperare niente in cambio, regalare a chi sappiamo che non potrà contraccambiare, essere eroici in segreto, fare del bene quando nessuno ci vede e amare chi non ci ama. La scommessa è essere misericordiosi come il Padre. La misericordia è un amore tenace e ostinato; è un amore che non si arrende, che rimane fedele anche se è tradito e abbandonato. È un amore come quello di Cristo: libero e appassionato, totale e fedele, gratuito e incondizionato. Eppure, spesso abbiamo paura di questo amore così radicale, così diverso da quello a cui siamo abituati. Preferiamo restare in un cristianesimo tiepido, fatto di abitudini e compromessi. Gesù invece ci invita a osare, a lasciarci trasformare dal suo amore. Non basta ascoltare la Parola, bisogna farla risuonare nella vita. Lasciamoci scuotere da questa Parola. Lasciamoci coinvolgere dalla logica sconcertante del Vangelo. Non rimaniamo a riva, ma gettiamoci in mare aperto, fidandoci di quell'Amore che non delude mai. Don Roberto Seregni |