Omelia (25-04-2025) |
Missionari della Via |
Dopo un lavoro faticoso e notturno, Dio si manifesta ai discepoli speranzosi di riempire le reti. Era l'alba e non avevano preso nulla, avevano faticato invano. Secondo gli esperti di usanze palestinesi era consueto lavorare la notte perché si pescava meglio e il pesce poteva essere venduto fresco la mattina seguente. Questo ci indica che realmente i discepoli avevano usato il buon senso insieme all'esperienza maturata dal loro mestiere. Eppure l'esperienza da sola non basta: Dio ci mette alla prova dell'obbedienza, ci chiede di fidarci di Lui che può trasfigurare ogni nostro fallimento. Ci chiede di fidarci dell'assurdo, anche quando il bene ci arriva da uno sconosciuto. Questa fiducia non deve essere confusa con l'ingenuità di coloro che, sopraffatti dalla disperazione, finiscono per cadere vittime di maghi e santoni, che promettono soluzioni facili e successi a buon mercato. La fede autentica non è una scorciatoia né una resa al sensazionalismo, ma è un cammino di fiducia sincera e profonda in Dio che opera con sapienza e amore nella nostra vita. Quando obbediamo all'amore, acquisiamo una libertà e gratuità che i millantatori non concedono. Dio, infatti, ci chiama a vivere un'obbedienza fiduciosa, orientata al bene. Quando i discepoli seguirono l'invito a pescare, furono testimoni di un evento straordinario: le reti, lanciate secondo il comando di Gesù, si riempirono a tal punto da far fatica a tirarle su, tanto era l'abbondanza di pesci. In quel momento i discepoli, che avevano già vissuto l'incontro con Gesù, lo riconobbero chiaramente e con gioia esclamarono: "È il Signore!". Spesso accade che alcune persone cadano vittime di individui senza scrupoli, che, con false promesse di benessere, finiscono per sottrarre loro libertà, felicità e relazioni significative. Questi inganni, mascherati da buone intenzioni, in realtà privano le persone della gioia autentica e della pienezza della vita, lasciandole in una condizione di vuoto e manipolazione. Un bene apparente prende il sopravvento e sembra una soluzione immediata e magica. L'opera di Dio, invece, si riconosce dalla pienezza che apporta alla vita. Si tratta di un amore che spinge alla generosità. Pensiamo a Pietro che, quando percepisce la presenza di Gesù, si butta in acqua e tenta di raggiungerlo, esplode la gioia, la riconoscenza, e si apre alla condivisione. Mai il Signore ci separa dal buono, dal bello, dal vero, mai si approfitta di noi per toglierci ma è sempre sovrabbondante di bene vero, ci apre alla comunità, alla bellezza, al dialogo, alla verità, alla generosità, alla condivisione. |