Omelia (31-03-2025)
padre Ezio Lorenzo Bono
Fiducia a distanza

Quando ero in Africa, dovevo prestare molta attenzione a ciò che dicevo, perché per gli africani la parola è sacra, spesso addirittura più della parola scritta. Se affermavo qualcosa o facevo anche solo una mezza promessa, per loro era un impegno solenne che dovevo assolutamente rispettare: "Chi promette, deve mantenere!" Forse perché per millenni la loro tradizione è stata solo orale, e la parola detta sostituiva quella scritta. Se qualcuno prometteva qualcosa, c'era la certezza che si sarebbe realizzata.
Lo stesso accade nel Vangelo di oggi con quel funzionario del re che chiede a Gesù di guarire suo figlio. È bastata la promessa di Gesù, e quel padre non ha avuto bisogno di nessuna garanzia o prova: è tornato a casa con la certezza di essere stato esaudito. Infatti, se già un uomo qualsiasi è tenuto a mantenere la parola data, quanto più lo sarà un uomo come Gesù!
E tu? Sei una persona di parola? Mantieni ciò che prometti? Ma soprattutto: sei una persona capace di fidarsi? Ti fidi degli altri? E soprattutto: ti fidi della parola di Gesù?
Nel Vangelo, Gesù ci fa tante promesse, tutte buone per la nostra vita. Ma noi facciamo fatica a crederci. Non reagiamo come il funzionario del re che ha creduto immediatamente. Rimaniamo prigionieri della nostra angoscia e della nostra poca fede. Ci fidiamo poco di noi stessi, degli altri e di Dio. Ma quando è che non ci fidiamo di qualcuno? Quando non lo conosciamo bene. È difficile fidarsi di uno sconosciuto o di chi non amiamo abbastanza. Ecco perché, per arrivare alla fiducia, bisogna prima conoscere... e soprattutto amare.
San Paolo ci ricorda che tra fede, speranza e amore, la più grande è l'amore. Perché senza amore non potremmo né credere, né fidarci, né sperare. Allora oggi chiediamo a Gesù, prima di tutto, di far crescere il nostro amore. Perché da lì nascerà anche la fede. E, con la fede, la fiducia.

IMPEGNO QUARESIMALE:
Fai un esercizio di fiducia, innanzitutto con Dio, affidandoGli con una preghiera semplice, una preoccupazione concreta. Poi con gli altri, fidandoti della parola di qualcuno che ami, anche se fai fatica a credergli. E infine con te stesso, compiendo le promesse fatte, anche se piccole, per diventare uomo o donna di parola.