Omelia (18-04-2025)
don Michele Cerutti
Chi cercate?

All'inizio dell'opera giovannea Gesù dice ai discepoli del Battista che lo stanno seguendo: Che cosa cercate?
Una volta offerto delle coordinate per rispondere a questa domanda l'evangelista tende ad andare più in profondità: Chi cercate?
La domanda viene posta a coloro che lo vogliono arrestare e lo vediamo all'inizio di questa lunga lettura della Passione.
La risposta allora che tutti possiamo dare alla luce di questa Parola è: il Figlio di Dio che per noi ha sofferto tentazione e morte.
Il nostro cammino di conversione raggiunge oggi il culmine perché questa tensione che ci ha accompagnato per tutta la Quaresima comprendiamo non nasce per nostra iniziativa, ma come risposta a un Dio che si è fatto tosare come agnello senza macchia davanti ai suoi tosatori.
Il Dio che si è fatto sfigurare tanto che il suo aspetto era inguardabile per salvarci.
Quindi oggi consapevolmente veniamo invitati a rispondere cerchiamo il Cristo che per noi è morto ed è morto in Croce.
Davanti a tutto ciò siamo invitati a porci un esame di coscienza:
Cosa estirpare della nostra vita? Quali ostacoli eliminare per avvicinarsi sempre di più a questo amore?
Davanti alla sofferenza del Crocifisso uniamo le nostre pene i nostri problemi e a questi il grido dei tanti crocifissi del nostro tempo come il pianto delle madri ucraine, palestinese, ebree, birmane, congolesi e yemenite.
A queste unisco il dolore delle madri dei figli mai nati o dei figli morti che in questi anni sto conoscendo essere un numero crescente.
Sono certo però che nel cuore trafitto di Cristo c'è spazio per tutti e ognuno sa chi metterci dentro.
Questo è il giorno in cui fermarci e fissare in Gesù la speranza che fuoriesce dal suo costato come inesauribile