Omelia (01-04-2025) |
Casa di Preghiera San Biagio FMA |
Commento su Gv 5,8 Come vivere questa Parola? Gesù sceglie di attraversare questo crocevia di miserie umane che si raduna presso la piscina di Betzata, a Gerusalemme. La sua parola si rivolge al povero paralitico infermo da trentotto anni, se pensiamo alla lunghezza della vita di quegli anni, potremmo dire quasi tutta l'esistenza ammalata. Dopo una così lunga attesa, che cosa ci si può ancora aspettare di buono dalla vita? La domanda apparentemente ovvia di Gesù ridesta la volontà di quest'uomo e il semplice comando ne rinvigorisce la forza: egli si carica il lettuccio, il compagno di tanti anni di infermità e cammina portandolo con sé per testimoniare l'avvenuta guarigione. Da ora in poi non è più la barella che porta il malato ma è il malato che porta il lettuccio. Assistiamo ad un rovesciamento delle parti. Il lettuccio che aveva rappresentato la sua malattia e infermità, viene visto come strumento di salvezza e libertà. Ma l'episodio non è finito...Gesù incontra di nuovo nel tempio l'uomo che ha sanato e gli rivolge una parola chiara ed esigente, dalla quale si comprende che c'è anche qualcosa di peggio di trentotto anni di paralisi: il peccato con le sue conseguenze. Gesù non vuole rinnovare la vita a metà, ma la vuole guarire nella sua interezza, nel corpo e nello spirito. Vuoi guarire?...non peccare più.
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