Commento su Gv 7,52
Come vivere questa Parola?
Ecco Nicodèmo, dottore della Legge, fariseo e membro del Sinedrio, tre elementi che ce lo farebbero collocare tra i "nemici" di Gesù, invece... nel cuore della notte, quest'uomo sgattaiola dal tribunale e si infila "di soppiatto" nella casa dove Gesù è ospite e si mette a chiacchierare con lui come si farebbe con un vecchio amico. E' un "capo dei Giudei", quindi non voleva esporsi, mostrandosi discepolo tra i discepoli, ma, è anche amico di Gesù e gli rese onore quando, insieme a Giuseppe d'Arimatea, lo depose nella tomba (Gv 19,39-42). In quell'occasione, Nicodèmo portò "una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre" per la preparazione del corpo di Gesù (Gv 19,39), una simile quantità, al tempo, veniva utilizzata soltanto per la sepoltura di un re. Lo troveremo amichevolmente a parlare con Nicodèmo. Lo esorterà a "rinascere", come Gesù esorta anche oggi tutti noi! Questa rinascita, è il risultato di una conversione: morire al peccato per iniziare una nuova vita con Dio. E, questo cammino, lo potremo compiere con l'aiuto dello Spirito Santo: «Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall'alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Proprio questa è la famosa frase che citiamo quando, riferendoci allo Spirito Santo, affermiamo che "soffia dove vuole".
VIVO LA PAROLA: Rinascere
La voce della Chiesa
"La Sacra Scrittura, con cui è d'accordo l'esperienza di secoli, insegna agli uomini che il progresso umano, che pure è un grande bene dell'uomo, porta con sé una grande tentazione: infatti, sconvolto l'ordine dei valori e mescolando il male col bene, gli individui e i gruppi guardano solamente alle cose proprie, non a quelle degli altri; e così il mondo cessa di essere il campo di una genuina fraternità, mentre invece l'aumento della potenza umana minaccia di distruggere ormai lo stesso genere umano. Se dunque ci si chiede come può essere vinta tale miserevole situazione, i cristiani per risposta affermano che tutte le attività umane, che son messe in pericolo quotidianamente dalla superbia e dall'amore disordinato di se stessi, devono venir purificate e rese perfette per mezzo della croce e della risurrezione di Cristo. Redento, infatti, da Cristo e diventato nuova creatura nello Spirito Santo, l'uomo può e deve amare anche le cose che Dio ha creato. Da Dio le riceve, e le guarda e le onora come se al presente uscissero dalle mani di Dio. Di esse ringrazia il Benefattore e, usando e godendo delle creature in povertà e libertà di spirito, viene introdotto nel vero possesso del mondo, quasi al tempo stesso niente abbia e tutto possegga: «Tutto», infatti, «è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio» (1 Cor 3, 22-23).
Il Verbo di Dio, per mezzo del quale tutto è stato creato, fattosi carne lui stesso, e venuto ad abitare sulla terra degli uomini, entrò nella storia del mondo come l'uomo perfetto, assumendo questa e ricapitolandola in sé. Egli ci rivela che «Dio è amore» (1 Gv 4, 8), e insieme ci insegna che la legge fondamentale della umana perfezione, e perciò anche della trasformazione del mondo, è il nuovo comandamento della carità. Coloro, pertanto, che credono alla carità divina, sono da lui resi certi che è aperta a tutti gli uomini la strada della carità e che gli sforzi intesi a realizzare la fraternità universale non sono vani".
(Dalla Costituzione pastorale «Gaudium et spes» del Concilio ecumenico Vaticano II sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, n. 37)
Roberto Proietti - robertocerreto82@gmail.com
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