Omelia (10-04-2025) |
Casa di Preghiera San Biagio FMA |
Commento su Gv 8,51-59 Come vivere questa Parola? La Parola di oggi evidenzia un forte contrasto tra il messaggio di Gesù e l'interpretazione "terrena" degli ebrei. Il Signore parla della sua relazione con il Padre e della sua conoscenza di Lui, in termini così forti, che applica a se stesso le parole "Io sono", utilizzate per designare Dio stesso (Esodo 3, 13-14). Giovanni rivela così ancora una volta che Gesù non è un semplice uomo, ma il vero Dio d'Israele incarnato, per questo Gesù può dire con certezza che chi osserva la sua parola non vedrà la morte (cfr. v. 51) o che prima che Abramo fosse nato "egli è già". Per molti Gesù era semplicemente un uomo, il suo discorso era fonte di grande scandalo, pertanto lo sconcerto giunge quando sentono la promessa di Gesù di salvare dalla morte chiunque ascolti le sue parole. Di fronte all'insistenza del Signore di presentarsi con le parole divine "Io sono", non vedono altra opzione che mettere in pratica ciò che il libro del Levitico comanda: "Chi bestemmia il nome del Signore dovrà essere messo a morte: tutta la comunità lo dovrà lapidare" (Lev 24, 16). Gesù sa che non è ancora la sua ora e riesce a fuggire. Gesù ci chiede di saper riconoscere Dio stesso in lui e di conseguenza di abbandonarci con fiducia alla sua Parola di Vita. Questa fiducia totale può nascere nei nostri cuori solo se rispondiamo correttamente alla domanda che i giudei gli pongono nel mezzo della discussione: Chi credi di essere? La risposta è la nostra fede: riconoscere che la vera identità di Gesù è quella del Figlio di Dio che si è fatto uomo per noi.
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