Omelia (27-03-2025) |
Casa di Preghiera San Biagio FMA |
Commento su Lc 11,14-23 Come vivere questa Parola? L'infedeltà del popolo di Dio, come la nostra infedeltà, indurisce il cuore: chiude il cuore; e non lascia entrare la voce del Signore che, come padre amorevole, ci chiede sempre di aprirci alla sua misericordia e al suo amore. Nel salmo 94 leggiamo "ascoltate oggi la voce del Signore; non indurite il vostro cuore!". Davvero il Signore ci parla con tenerezza di padre ci dice: "ritornate a me con tutto il cuore, perché sono misericordioso e pietoso". Però la misericordia di Dio la si comprende soltanto se si è capaci di aprire il cuore. I dottori della legge che avevano studiato le Scritture e che sapevano la teologia, erano tanto chiusi. La folla era stupita, seguiva Gesù, perché aveva fede in Lui! Aveva il cuore aperto: imperfetto, peccatore, ma il cuore aperto. Invece quei teologi avevano un atteggiamento chiuso. E cercavano sempre un motivo, un pretesto per non accogliere il messaggio di Gesù. Questa è la storia della fedeltà fallita, la storia dei cuori chiusi, dei cuori che non lasciano entrare la misericordia di Dio, che hanno dimenticato la parola "perdono" semplicemente perché non si sentono peccatori: si sentono giudici degli altri. Proprio questa fedeltà fallita Gesù la spiega con due parole chiare: "Chi non è con me è contro di me". Il linguaggio di Gesù è chiaro: o sei fedele, con il tuo cuore aperto, al Dio che è fedele con te o sei contro di Lui. In effetti un'uscita c'è: confessare di essere peccatore! Perché se tu dici "io sono peccatore" il cuore si apre ed entra la misericordia di Dio e incominci ad essere fedele.
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